La RANA ha preso atto della situazione attuale in cui vige il centro CARAPAX da lei gestito dal 1989.
Per far fronte alla mala-informazione
attualmente diffusa in particolare sul territorio locale di Massa Marittima, la
RANA ha deciso di rendere nota nel link sottostante tutta l’intera
documentazione relativa al suddetto caso per chiarire la sua posizione e quella
del suo intero staff che gestisce il centro CARAPAX con tanta
cura,proffesionalità, impegno e passione, ma che è stata sottoposta a trattamenti
e pressioni inaudite e che ha dovuto subire dichiarazioni quanto mai
inverosimili.
La RANA è contraente originale del progetto
CARAPAX per conto della Commissione Europea
(link?) che a fine contratto l’ha eletto come
miglior progetto faunistico europeo.
A questo progetto ha aderito la Regione
Toscana, con delibera formale n.12011 del 28.12.1988, pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale, “mediante la messa a disposizione gratuita di immobili idonei”,alla
RANA Belgio., poi la delibera è stata rifatta con la dicitura “ immobili
idonei” a titolo oneroso e a nome di
RANA Italia. (del n.1798 del 27.2.1989)
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Viene indicato prima un immobile
idoneo(Rispescia, ex ENAOLI, dove adesso c’è LEGAMBIENTE per intendersi).
Strano per noi il fatto che la Regione
Toscana poi rimpiazzò quell’ offerta con l’alternativa di un immobile gestito
dalla Comunità Montana di Massa Marittima.Immobili NON idonei ma ruderi non
accessibili
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Era per noi anche già strano dover firmare un contratto
simile, di solo 9 mesi, con un ente intermedio.(doc
link). Per fortuna l’Unione Europea accettò questa stranezza.
Una volta avviato il progetto ed inaugurato
il 29 luglio 1989, con la RANA Italia, la Comunità Montana cambiò di nuovo il
contratto di concessione questa volta per 35 anni con la RANA Belgio (gli allegati:statuto RANA-Belgium e
delega dal segretario ne fanno parte integrane) con delle clausole in netto
contrasto con le garanzie formali della Regione Toscana (NB quello degli
immobili idonei.)
Già dal 1992 la Regione Toscana chiede alla
RANA di rinunciare spontaneamente un'altra volta alla convenzione per
sostituirla con un'altra (link doc) a delle condizioni inammissibili. (messa in
minoranza della RANA nel suo stesso progetto CARAPAX, link DOC). Durante il restauro fu cancellata la RANA
come concomittente dei lavori, mentre prima c’era
I finanziamenti per i lavori furono richiesti all’Unione Europea dalla RANA, su sollecito della Comunità Montana (link DOC lettera risposta UE) e l’UE
rispose positivamente che ciò era solo possibile con fondi strutturali
che passano sempre ed esclusivamnete
attraverso gli enti pubblici, quindi nel nostro caso UE-Stato italiano-Regione
Toscana-Comunità Montana.( Publicazione dell'Unione Europea del 31.12.1988, serie L 374, http://eur-lex.europa.eu per il testo in Italianoe cercare nr 4253/88 del Consiglio del 19/12/1988). Anche perché la Comunità Montana ci scrisse (S.Baldinacci DOC) che la RANA belga non poteva
per legge (quale non si sa?) ristrutturare un bene immobiliare demaniale
toscano (?). Comunque l’impegno della Regione come detto prima era di
fornire un immobile idoneo e non un rudere per il quale la RANA pagò per oltre
10 anni un canone, anche se era simbolico di 62.500 Lit/Anno per due
terreni dove si allevano principalmente testuggini toscane per il
mantenimento delle specie autoctone toscane. (400 es annui). Ciò nonostante la Comunità Montana e la
Regione Toscana ci impedirono di entrare nei fabbricati non dandone l’agibilità
e solo una inchiesta dell’UE risolse il caso. Dopo il 1997 la CM ricorse ad un arbitrato con
il chiaro intento di sfrattare la RANA. Il motivi della CM erano 5 (LINK), bugie evidenti di cui 4 su 5 sono state
rifiutate dal collegio arbitrale.
Solo il mancato restauro dalla RANA, per i motivi spiegati
sopra, è stato trattenuto dal collegio arbitrale per risolvere la convenzione
anticipatamente. Nel frattempo il centro CARAPAX aveva
superato la soglia di 10.000 visitatori annui e 8.000 tartarughe in gran parte
provenienti dal Corpo Forestale (ca 3.500) in seguito all’ondata di panico
nazionale sulle denuncie obbligatorie in base alla Legge 150/92. Per queste
tartarughe, nonostante i provvedimenti chiari di suddetta legge non è mai stato
pagato una Lira al centro CARAPAX o alla RANA per il mantenimento a vita,
marcaggio, quarantena o rimpatrio delle suddette tartarughe… Alla fine dell’arbitrato la RANA non ha impugnato la
conclusione in quanto c’era già un accordo formale con la Regione Toscana per
acquisire i 2 terreni con prezzo scontato come da legge
Una riunione con i vertici della Regione
Toscana stabilì un bando di vendita su progetto. LA RANA fece e presentò tale
progetto alla Regione Toscana, senza mai averne riscontro…
La CM cominciò a pressare direttamente i
collaboratori locali del CARAPAX, togliendo recinzioni, mandando articoli
diffamatori di vario genere (DOC LINK). (2003) Nel 2005 la RANA, stufa di queste vicende
riuscì a fare intervenire sia l’Unione Europea che il Sottosegretario
dell’Ambiente Italiano e il Ministro dell’Ambiente Belga. Di conseguenza le
ostilità smisero e la Regione Toscana propose un incontro risolutivo, sia con
RANA Belgio che con RANA Italia. L’incontro avvenne il 11.2.2005 ma non ci fu nulla di risolutivo in quanto la Regione
Toscana propose che la RANA pagasse le
spese della CM (ca. 40.000 €) e ciò fu accettato e pagato già in parte dalla
RANA Belgio (10.000 €). Però la Regione volle aumentare il canone da 106.000
Lire/ANNO ( 50 €/ANNO) nell 1999 a 366,00 €/MESE = 4.392,00€/ANNO – mai
concordato (8.784.000 Lire/ANNO), questo SOLO per Le Venelle (DOC pdf.
“Pregressi))e tutto questo per, ricordiamolo, proteggere, allevare e
reintrodurre le testuggini della Toscana (senza contributi dall’Ente pubblico o
dallo Stato)!!! Era stato concordato che la regione Toscana avrebbe rimesso in
vendita Venelle (Bonsecchino???) per la RANA, ma fino ad ora non c’è stato
nessun gesto in tal senso. RANA riceveva sempre all’inizio di ogni anno un
bollettino per pagare il canone annuo per la concessione,dopodichè ha sempre
pagato. Dal 2000 in poi non riceve più niente, né bollettino, né fattura per
canone da pagare…. Quindi nel 2007 successe un finimondo inimmaginabile (link ) che comporto il sequestro di 11
animali ed il blitz del CFS, della finanza, della ASL, inspettorato al lavoro,
presso le strutture del CARAPAX. Arriviamo al 2009 in attesa dell’udienza in Tribunale a Gennaio 2010, la CM
chiede un sequestro “cautelativo” degli immobili,ma senza toccare strutture o animali di responsabilità della
RANA . Invece viene fuori con un sequestro globale,
non lasciandoci piu’ lavorare, tagliando le uniche entrate economiche del
centro ovvero il biglietto dai nostri tanti (ca 25.000) visitatori che
contribuiscono direttamente al mantenimento dei 13.336 animali presenti al
CARAPAX. Nonostante i vari articoli sulla stampa dove
si afferma che la Regione Toscana e CM si prendono a carico il mantenimento
delle diverse migliaia di animali al momento oltre che i guardiani al cancello
del centro CARAPAX, non si è visto nessuno che effettivamente – oltre noi – si
preoccupi di tutti gli animali e delle loro condizioni attuali. Pertanto la
RANA si é vista costretta a fare un appello al pubblico di sostegno immediato,
sia economico che con la firma della petizione online http://firmiamo.it/salviamo-il-carapax presente anche sul sito
www.carapax.it Ci auguriamo di essere stati esaustivi e contiamo sui nostri
tanti amici, simpatizzanti e sostenitori a Massa Marittima e nel Mondo.
 
 
 
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e furono
fatti lavori non concordati, diminuendo la spesa globale, lasciandovi fuori il
laboratorio (link doc.foto ovile)
tuttora un rudere.
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La vendita non fu mai realizzata…, RANA non ha nemmeno avuto risposta alla sua
proposta, Venelle e Bonsecchino furono ritirato dal Programma Regionale.
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